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Gemme cadute dal cielo, occhi
della montagna, oasi d'alta quota, i laghetti alpini sono sempre
stati associati ad immagini di quiete assoluta e spazi incontaminati.
Sarà per il fascino delle conche pianeggianti tra i crinali
che non lasciano intuire l'esistenza di spazi cosi miti, sarà
per l'isolamento incantato che li distingue i laghetti alpini
sono chiamati occhi delle montagne per la loro imperscrutabile
profondità, per le scintille e le mille sfumature che increspano
le loro acque, per la vita che senza sosta sgorga e prorompe da
essi. Nell'abisso delle loro pupille trova rifugio l'anima stessa
della montagna. Questi occhi si susseguono, tracciando percorsi
di fiaba tra valli silenziose e tranquille, dalle quali sembra
lecito aspettarsi l'apparizione di qualche folletto o fata dei
monti, in un rincorrersi di immagini che invitano ad una commossa
riflessione, portando anche al desiderio di potersi trovare di
persona sulle rive di
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queste
acque pure e fresche. Il lago di montagna , come tutti i laghi,
é luogo di incontro, di vita, é il punto dove potersi
anche specchiare e vedere la propria anima riflessa, uno specchio
senza inganno nè finzioni nel quale ognuno può fare
il proprio bilancio di vita. I laghetti alpini, dai colori intensi
e molto diversi da luogo a luogo, sono 131 (inclusi quelli artificiali).
Guide ricche di indicazioni sui tempi di percorrenza e |
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difficoltà,
notizie storiche informazioni naturalistiche, notizie sul laghetto
stesso permettono di progettare escursioni per chi ama la montagna
nonché magiche ed emozionanti immersioni. In seguito all'erezione
di sbarramenti idrici si sono formati laghi artificiali come quelli
del Luzzone, di Vogorno, Sambuco e Palagnedra, dalle acque limpide
e dai colori verde o azzurro che danno al paesaggio, soprattutto
per la forma di taluni di essi, l'aspetto di fiordo. |
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